Scrive Alberto Guerri nel suo “Il Film Noir”, Gremese Editore [...] Angeli con la faccia sporca è un film fondamentalmente amorale sotto l’apparenza di uno smaccato moralismo. Il finale è esemplare: Rocky Sullivan è finito in prigione e attende di essere giustiziato per omicidio. Ha ucciso un altro gangster, James Frazier (Bogart), che non voleva restituirgli i soldi che gli doveva. Frazier è un gangster affermato, ricco, avido. La sua uccisione non fa che aumentare la stima che i Kids nutrono per Rocky, che aspetta l’esecuzione tranquillamente alloggiato nel braccio della morte. Preoccupato per il destino dei ragazzi, padre Connolly chiede a Rocky un favore, ammesso che tale lo si possa chiamare: morire da vigliacco in modo che i Kids non seguano il suo esempio. Rocky rifiuta ma, mentre attraversa il corridoio che lo conduce alla morte, fa la sua scelta: farà come gli ha chiesto l’amico. Tornato al suo quartiere, Connolly conferma ai ragazzi le notizie dei giornali: Rocky è morto da vile. Evidentemente i ragazzi del film perdono ogni stima del loro eroe, ma gli spettatori? Angeli con la faccia sporca è una vera e propria apologia del gangster. O, meglio, di un certo tipo di gangster: l’indipendente, isolato, anarcoide delinquente individualista dei tempi del proibizionismo. Un tipo di criminale che in realtà non era mai esistito, visto che fu proprio il proibizionismo a segnare la nascita delle grandi organizzazioni criminali.[...]
Titolo Originale: ANGELS WITH DIRTY FACES Regia: Michael Curtiz Interpreti: James Cagney, Pat O’Brian, Humphrey Bogart, Ann Sheridan Durata: h 1.37 Nazionalità: USA 1938
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